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UNA NOTTE SUL SET

Interviste a Gisella Sofio e Fanny La Monica



di Arnaldo Casali

C’è una grande festa all’hotel Garden. Sul bordo della piscina decorata con luminarie, convitati in abito da sera sorseggiano spumante  mentre una piccola orchestra suona musica jazz.
Un’elegante tavolata aspetta l’arrivo di Eva, la festeggiata, che entra tra gli applausi scortata da un gruppo di ragazze vocianti.
“Evviva la sposa!” gridano. “Evviva la mia bambina” esclama la madre, seduta a capotavola. “La prossima è Alice” aggiunge la nonna.
“Stop! - fa Oreste osservando il monitor dalla sua postazione -Questa è buona, ma facciamone un’altra”.

Sono le una antimeridiane ed è il secondo giorno, o per meglio dire, la seconda notte di riprese di Alice, opera prima di Oreste Crisostomi. E fa una certa impressione a vederlo così sereno, Oreste, mentre dirige una macchina imponente da milioni di euro, con gru gigantesche, un set sontuoso, oltre trenta tecnici e un cast che comprende stelle di prima grandezza del panorama cinematografico italiano. Una responsabilità pesante, da innervosire anche un cineasta più esperto. Invece il regista ventiseienne al suo debutto sul grande schermo, si aggira sul set con la pacatezza di un Zanussi: ascolta con attenzione i suoi collaboratori e agli attori quasi sussurra le indicazioni; si affida all’esperienza del suo staff con la sicurezza di chi sa quello che vuole. Lo aiuta una troupe che lavora in armonia e un cast senza divi e molto affiatato.
“Un po’ più di entusiasmo nelle voci” dice con garbo alle ragazze sedute a tavola, che dopo l’ennesimo ciak della stessa scena faticano a tenere alta la tensione. 
Solo un grande sospiro tradisce la stanchezza, quando, alle due e un quarto di notte, il set viene smontato.

“E’ andata bene” dice, finalmente, con un sorriso di soddisfazione, mentre si disperde il suo piccolo harem: c’è la bionda Camilla Ferranti, protagonista nelle vesti di Alice, concentrata e silenziosa; Elena Sinibaldi, che dopo essere stata protagonista di Norma (spettacolo teatrale diretto da Crisostomi e dedicato a Marilyn Monroe) interpreta qui Eva, sorella di Alice. E poi c’è Alice  - quella vera - Visconti, anche lei ternana, anche lei in Norma; la perugina Giulia Reetti, la ternana Elisa Gabrielli (cresciuta alla “Mumos” dei Moschin come Oreste), l’amerina Elena Succhiarelli e Anna Dalton, che viene dalla scuderia di Amici e interpreta l’altra sorella. C’è anche un nome illustre nel mondo della moda: è Margherita Maccapani Missoni, nipote del celebre stilista, reduce da New York (dove si è formata al metodo Strasberg) che si prepara a debuttare l’11 settembre con Discarica al Todi festival.

E poi, ad interpretare la spregiudicata Viola, c’è la pugliese Fanny La Monica, vista in Carabinieri e La squadra, ma anche in Tutta la vita davanti, che è tra le protagoniste di Tigri di carta, il primo serial per i telefonini i cui provini si svolti anche a Terni lo scorso anno.

“Quando mi hanno proposto il personaggio è stato quasi uno choc - racconta - perché Viola è una ragazza ricca e annoiata che passa il tempo tirando coca e portandosi a letto ragazzi giovanissimi, per i quali ha un’autentica ossessione. All’inizio ero perplessa, ma poi grazie a Oreste ho scoperto che poteva essere divertente dare vita ai miei lati oscuri”.

Infine, a presidiare l’allegra brigata, le due matrone: Fioretta Mari, brillante madre di Alice, e la spumeggiante Gisella Sofio nel ruolo della nonna.

“E’ una meraviglia lavorare in questo set - esclama - c’è un’atmosfera magnifica, e Oreste è straordinario. A Terni, poi, ho fatto a 17 anni il mio primo film: si chiamava Cronaca di un delitto l’avevamo girato dentro le acciaierie, in due mesi. Ci sono ancora le acciaierie?”. “Io sono una nostalgica - continua - e mi aggrappo ai luoghi dove sono stata bene”. Iperattiva, Gisella è reduce da un tour con Gigi Proietti e si sta preparando per le riprese di L’usuraio di Vincenzo Salemme. “A novembre, invece, esce Torno a vivere da solo di Jerry Calà, in cui interpreto la moglie di Paolo Villaggio. Lavoro più oggi che quando ero giovane perché quando ho avuto mio figlio ho interrotto per qualche anno. D’altra parte per me la cosa più importante è la famiglia, non il lavoro”. Nel ruolo della nonna un po’ matta, esuberante e piena di vita, dice, si trova pienamente a suo agio: “Ho iniziato facendo la ragazzina in collegio, poi la fidanzata, poi la mamma. Adesso la nonna. Se reggo ancora fra un po’ farò la bisnonna! La mia nipotina mi ha scritto un biglietto dicendo che devo vivere fino a 150 per dare la vita al mondo, e soprattutto a lei, non è meraviglioso?”.
 
(dal Giornale dell'Umbria del 4 settembre 2008)

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