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INTERVISTA A MARCO MARZOCCA

"Nanni è un grande fan di Distretto di Polizia"


di Arnaldo Casali

“Simpatico per natura, farmacista per professione, comico per scelta”, Marco Marzocca ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo come dj a Radio Luna e nel 1994 è approdato a “Tunnel” iniziando un lungo sodalizio con Corrado Guzzanti e Serena Dandini che gli avrebbe dato la notorietà.

Oltre a quelli a fianco dell’amico Guzzanti (del quale ha interpretato anche Fascisti su Marte, non ancora uscito) Marco ha all’attivo molti altri programmi comici, come Bra (Braccia rubate all’agricoltura) e Stracult, ma anche tanto teatro, soprattutto nel romano Ambra Jovinelli, diretto dalla stessa Sereba Dandini.
Sin dalla prima serie è poi una delle colonne di Distretto di Polizia, in cui interpreta il goffo Ugo Lombardi. Di sé dice “Amo la musica, il golf, la pasta, pescare a mosca, il cinema, tutti i generi ma soprattutto la fantascienza, ma soprattutto amo videogiocare. Credo in Dio ma non pratico, ma ho una grandissima ammirazione e devozione per la figura di Gesù Cristo che ritengo sia stato il primo grande rivoluzionario non violento di sinistra della storia”.

Sale sul palco di Piazza Europa a Terni per partecipare, mercoledì 24 maggio 2006, allo spettacolo inaugurale di UniverDays accompagnato da Fabio Ferri, l’attore divenuto celebre danzando nel video di “Salirò” di Daniele Silvestri, e ripropone tutti i suoi cavalli di battaglia, dal notaio di Pippo Chennedy Show al pupazzo Sturby, dal bambino Mikelino a padre Federico, fino all'ultima delle sue creature, il filippino Arnel.
Terminata l’esibizione corre nel furgone adibito a camerino per cambiarsi in fretta e furia e ripartire con la sua macchina alla volta di Roma.
Immagino proprio che non abbia tempo per un’intervista.
“Beh, se sali con me sul furgone possiamo parlare mentre mi cambio, mi strucco e preparo il borsone”.
Decisamente è uno che non fa il prezioso, a differenza di tanti suoi illustri colleghi.

Come nascono i tuoi personaggi?

“La nascita del personaggi è casuale, viene dall’osservazione della realtà, non è mai premeditata. Non ci si mette a tavolino a dire: adesso costruisco un personaggio, perché viene una schifezza. Ho provato pure, una volta, a fare così, ma è venuto male. Quindi quello che mi colpisce nella vita e mi diverte, io lo elaboro. Come fa un pittore che guarda un paesaggio e poi lo interpreta, così un comico trova una situazione e la elabora, e  poi la restituisce modificata, perché i personaggi che io interpreto mi sono stati ispirati dalla realtà, ma non sono aderenti, chiaramente sono esagerati o comunque modificati”.

E’ diverso recitare in televisione ed esibirsi a teatro?

“Beh, sicuramente è più divertente l’esibizione dal vivo, perché ti dà la possibilità di prenderti tutto il tempo che vuoi ed esprimerti come ti pare. In televisione hai diecimila vincoli dovuti al fatto che comunque ci sono tempi da rispettare, altri attori che devono avere il loro spazio. E a volte, purtroppo, c’è anche chi ti dice quello che devi dire e quello che non devi dire”.

Davvero?

“Purtroppo siamo in Italia, ed è capitato anche questo. Inevitabilmente però, se non fai televisione non ti conosce nessuno e nessuno ti viene a vedere a teatro, e quindi sei costretto a farla. Diciamo che è una tappa obbligata”.

Che differenza c’è tra l’approccio ad un personaggio comico e l’interpretazione di una fiction realistica come Distretto di Polizia?

“E’ esattamente il contrario. L’attore deve rendere tutto al minimo, cercare di essere più semplice e naturale possibile, mentre per il comico è l’opposto: devi cercare di esasperare situazioni che sono semplici e naturali. Fare entrambe queste esperienze permette ad un artista di completarsi, perché sono davvero due meccanismi uguali e contrari. Il comico deve esagerare, l’attore di cinema e fiction deve fare tutto tranne che esagerare”.

Ormai sono tanti anni che interpreti Ugo Lomabrdi in Distretto di Polizia.

“Sì, ormai tra un po’ mi danno la pensione. Lo sai, sì? Quando arriveremo a Distretto 122. Scherzi a parte, Distretto di Polizia è una cosa a cui tengo moltissimo”.

Direi che è una fiction quanto meno al di sopra della media. Il fatto che ben due registi di Distretto di Polizia facciano parte del cast del Caimano la dice lunga sulla qualità della gente che ci lavora.

“Davvero? Ci sono due registi di Distretto di Polizia?”

Renato De Maria e Antonello Grimaldi. Peraltro Roberto Nobile, che  interpreta Parmesan, ha fatto Caro diario e La stanza del figlio.

“Già, è vero. che scemo... ma tu non sai che uno dei nostri più grandi estimatori è proprio Nanni. Io lo conosco e più di una volta mi ha confessato che si guarda tutte le puntate, e calcola che non è certo uno che normalmente vede le fiction”.

Anche Paolo Conte è un ammiratore di Distretto. Ma quale è il vostro segreto?

“E’ stata una lungimiranza sia del produttore, che ha saputo mettere insieme un gruppo di persone che funzionano perfettamente insieme. E non parlo solo degli artisti, ma anche del cast tecnico. Tutti quelli che lavorano in Distretto di Polizia sono diventati un gruppo di amici che lavorano con un sincronismo  perfetto, anche perché non ci sono invidie, ripicche, rivalse.
E poi abbiamo trovato – parlo soprattutto di Gianni Ferreri, Roberto Nobile e Daniela Morozzi, che insieme a me sono coinvolti maggiormente nella parte della commedia – abbiamo trovato registi che ci hanno dato la possibilità di esprimerci e improvvisare. Perché le cose che voi vedete che fanno più ridere, sono tutte inventate e improvvisate da noi, non sono scritte nella sceneggiatura, e questo è un valore aggiunto e una delle carte vincenti di Distretto.

Quindi l’idea di famiglia che si respira è autentica?

“Assolutamente sì. E questa atmosfera e questo metodo di lavoro lo abbiamo avuto con tutti registi: Renato De Maria che ha fatto la prima serie Antonello Grimaldi, che ha fatto la seconda, Monica Vullo che ha diretto la terza e la quarta e Lucio Gaudino, che ha fatto la quinta”.

Ora state lavorando alla sesta serie.

“Sì, la stiamo già facendo, e come regista è tornato Antonello Grimaldi”.

Ricky Memphis e Giorgio Tirabassi sono amici da anni. Daniela Morozzi e Gianni Ferreri, addirittura, hanno preso casa insieme a Roma. Tu con quale elemento del cast ti sei trovato particolarmente bene?

“Devo dire non con uno in particolare, ma davvero con tutti. Per me  è stato un grande dispiacere, ad esempio, che Claudia Pandolfi, se ne sia andata. Chiaramente sono felice perché sta facendo altre cose, però non la vedo più tutti i giorni ed era una mia grande amica. E poi Gianni Ferreri, Daniela Morozzi. Ma devo dire tutti, anche Ricky, che per me è come un fratello. Non c’è un amico del cuore, siamo davvero tutti uniti”.

Quanto c’è di autobiografico in Ugo Lombardi? Per esempio, anche tu, come lui, hai conosciuto tua moglie su internet...

“Beh, sono gli sceneggiatori che hanno voluto riprendere la mia vera storia. Io sono sposato con una ragazza colombiana – Liliana – che ho conosciuto in chat, esattamente come Ugo, che poi si è sposato nell’ultima serie andata in onda. Adesso non sono più signorino!”.

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