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La notte del mio primo amore

press book

 
 
Mediafilm
presenta
LA NOTTE DEL MIO PRIMO AMORE
 
diretto da
Alessandro Pambianco
 
durata: 82 min ca.
Dolby Digital
 
foto e pressbook in formato digitale: www.mediafilm.it

La notte del mio primo amore
 
CAST ARTISTICO
 
 
Chiara                                               GIULIA RUFFINELLI
 
Andrea                                              LUCA BASTIANELLO
 
Marina                                               VALENTINA IZUMI
 
Matteo                                               DAMIANO VERROCCHI
 
Vanessa                                             JOANNA MOSKWA
 
Serial Killer                                         LUCIO MATTIOLI
 
Amica Vanessa                                   ALICE VISCONTI
 
Madre Chiara                                               CLAUDIA VENTURINI
 
Padre Chiara                                      DANTE ALFONSO SPADINI
 
Stefano                                              TOMMASO PIERMATTI
 
 
La notte del mio primo amore
 
CAST TECNICO
 
 
                Regia di                                            ALESSANDRO PAMBIANCO
 
                   Soggetto                                            GERMANO TARRICONE
 
Sceneggiatura di                                 GERMANO TARRICONE
                                                        ALESSANDRO PAMBIANCO
                                                        ROSSELLA BELLI
                                                        PIERLUCA NERI
 
                   Produzione                                        PARS FILM S.r.l.
 
                   Organizzazione generale                      PIERLUCA NERI
                                                                           ROSSELLA BELLI
 
                   Direttore della fotografia                     DANIELE BALDACCI
 
                   Montaggio                                         ALESSANDRO CORRADI
 
                   Scenografia                                        MARIANGELA CAPUANO
 
                   Costumi                                             ROSALIA GUZZO
 
                   Casting                                              FEDORA CASTING
 
                   Colonna sonora                                  GELS
 
                   Suono in presa diretta                         TULLIO MORGANTI
 
                   Montaggio del suono                          LUCA SCOTA
 
                   Trucco                                               FRANCESCA PETRINI
 
                   Stylist                                               ADEL SAADA
 
                   Fotografo di scena                              LORENZO PORRAZZINI
                   e backstage                             
 
                   Effetti speciali                                     LOGICAL ART
 
 
       
La notte del mio primo amore
 
 
LA STORIA
 
 
         Un pericoloso serial-killer terrorizza da qualche tempo una tranquilla cittadina di provincia, rapendo giovani ragazze e sottoponendole ad un macabro rituale di violenza e di morte.
 
         Chiara ha 17 anni e vive i suoi primi innamoramenti, il desiderio e, ad un tempo, la paura di diventare adulta, condividendo sogni, delusioni e gioie con Marina, sua grande amica e complice. Il suo tormento maggiore è il rapporto con Andrea, il suo ragazzo, che, dopo l'ennesimo litigio, la lascia.
        
         Un po' per ripicca un po' per vanità, un po' per mettere alla prova la sua voglia di crescere e per misurarsi con le sue paure e le sue pulsioni, Chiara si lascia corteggiare da Matteo, un fascinoso istruttore di palestra, fino ad  accettare di passare con lui una notte in un'isolata villa in campagna.
 
         Basta poco, però, perché Chiara si renda conto degli aspetti inquietanti della personalità di Matteo; lentamente la ragazza scoprirà che la casa, in realtà, nasconde angoli pieni di orrore e di morte. L'unica risorsa per Chiara diventa allora quella di lanciare una disperata richiesta d'aiuto all'amica Marina.
 
         Purtroppo, però, la notte è appena cominciata... una notte di sangue e terrore, dove niente è come sembra.
 
         E qualcosa di forse ancora più macabro si nasconde nell'ombra.
 
 
La notte del mio primo amore
 
IL CAST: le esperienze professionali
 
Luca Bastianello
(Andrea)
 
 
Ø      spot pubblicitari (diretto da Sindoni, D’Alatri e Muccino);
 
Ø      cinema: “La Trama Di Amleto” cortometraggio scritto e diretto da Salvatore Chiosi (ruolo di Amleto);  
 
Ø      teatro: “Quella Notte Sulla Luna” di G. Natoli, nel ruolo del protagonista Bruno; “Marta E Maria” testo di  Pivetti, musica di Mazzoli, nel ruolo del narratore e di Gesù); “La nemica” di Niccodemi, regia Terrani, nel ruolo di Roberto.

Ø      Ottiene un grande successo dapprima nel ruolo di W. A. Mozart  nel concerto  K412 per corno e orchestra e successivamente ne  “L’histoire du soldat” (unico interprete, e anche  curatore della traduzione  in rima dal francese) di  Stravinskij  con  i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone;

Ø      teatro; “Risveglio di primavera” di F.Wedekind, regia di Lorenzo Amato (ruolo di Melchiorre) al Todi Arte Festival;
 
Ø      2003, teatro; “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes al Piccolo Eliseo di Roma, nel ruolo di Werther; regia di Piero Maccarinelli
 
Ø      2003, miniserie televisiva (in onda su Raduno): “Un papà quasi perfetto” (con Michele Placido ed Elena Sofia Ricci), nel ruolo di Matteo Salvi;
 
Ø      2004, teatro; l”Ippolito” di Euripide (con Fiorella Rubino, regia di Alberto Terrani), al Teatro Olimpico di Vicenza, nel ruolo del protagonista;
 
Ø      2005, film per la tv (in onda su Canale 5): “Imperia, la grande cortigiana” (con Manuela Arcuri, regia di Pier Francesco Pingitore), nel ruolo di Alfonso Duca di Bisceglie;
 
Ø      2006, soap: “Vivere”, nel ruolo di Diego Blasi;
 
Ø      Premi: Vincitore della prima edizione premio Franco Enriquez, 1999; Vincitore in coppia con Elisabetta Gardini del premio “Stars And Style”; Vincitore dell’Oscar dei Giovani” nella 35° Giornata D’Europa.
 
 
Giulia Ruffinelli
(Chiara)
 
Nata a Marsciano (PG) il 7 agosto 1985, residente ad Acquasparta (TR), è un’esordiente assoluta, scelta dopo una lunga ricerca durata mesi.
“Quando disperavo di trovare la Chiara che avevo in mente” ha raccontato il regista “mia sorella mi ha proposto Giulia, a cui ho chiesto di fare un provino su parte.
La cosa che più mi ha colpito, oltre all’aspetto fisico aderente al personaggio, è stato il feeling che ha subito avuto con la telecamera e la sua naturalezza istintiva nel calarsi nel personaggio della protagonista.
Durante le riprese ha dimostrato una grinta e una tenacia da vera professionista, fatto non comune per una ragazza che non aveva mai messo piede su un set,
 non sapeva nulla della macchina cinema - modalità di svolgimento delle riprese, figure professionali coinvolte - e non aveva mai pensato di recitare”.
Dopo questa esperienza, Chiara è tornata al suo lavoro di receptionist.
 
 
 
Damiano Verrocchi
(Matteo)
 
 
 
Ø      2003, spot pubblicitari (testimonial del tour promozionale di una nota auto);
 
Ø      2004, fiction tv: “Incantesimo 7”;
 
Ø      2004, teatro: “Lo Zoo di Vetro” di Tennessee Williams;
 
Ø      2005, film: “Gyoten”, nel ruolo del protagonista, per la regia di Yumi Kananawa;
 
Ø      2005, fiction tv: “Carabinieri 5”, nel ruolo di Gianni, il ladro, (puntate 8 e 9);
 
 
La notte del mio primo amore
 
 
Valentina Izumi
(Marina)
 
Ø      2002, teatro: “Sally”, regia di Randazzo;
 
Ø      2003, teatro: “Naufragio”, regia di Randazzo;
 
Ø      2003, teatro: “Don Giovanni Kierkegaard Suite”, regia di Randazzo;
 
 
 
 
 
 
Ø      2004, cortometraggio: “Noi Siamo Seta”, regia di Sportello;
 
Ø      2004, cortometraggio: “Primo Bacio”, regia di Bevacqua;
 
Ø      2004, cortometraggio: “Il vino non tradisce”, regia di Zanin;
 
Ø      2004, teatro: “Il Suicida”, regia di Mancini;
 
Ø      2004, teatro: “Samarinda”, regia di Mario Prosperi;
 
Ø      2005, cortometraggio: “Senza di te”, regia di Elisa Pierantoni;
 
Ø      2005, cortometraggio: “Bang! La Storiaccia” regia di Giuliano Capozzi;
 
Ø      2005, teatro: “Une vague de reves”, regia di Giovanna Summo;
 
Ø      2005, teatro: “Aristodemo” (di Vincenzo Monti), regia di Mario Prosperi;
 
Ø      2006, cortometraggio: “K”, regia di Cerri;
 
Ø      2006, cortometraggio: “Cuore Nero”, regia di Giuseppe Lo Cascio;
 
Ø      2006, teatro: “Biografie non vissute”, regia di Mario Prosperi;
 
 
La notte del mio primo amore
 
Joanna Moskwa
(Vanessa)
 
Ø      2002, teatro: “Don Juan” di Molière; regia di Frederic Lachkar;
 
Ø      2003, teatro: “La guerre de Troie n'aura pas lieu” di Jean Giraudoux; regia di Frederic Lachkar;
 
Ø      2005, film: “Victims”, regia di Joseph Rusnak; 
 
 
 
Ø      2006, fiction: “Codice Rosso” (in onda su Canale 5), con Alessandro Gassman e Pietro Taricone, regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca;
 
 
La notte del mio primo amore
 
 
IL REGISTA: le esperienze professionali
 
 
         Dopo un’esperienza decennale nel mondo del cinema, Alessandro Pambianco approda con La notte del mio primo amore alla direzione del suo primo lungometraggio.
         La sua passione per il grande schermo trova una prima concreta e preziosa possibilità di diventare pratica nel 1997, quando Alessandro è occupato come tirocinante aiuto fonico sul set de “La vita è bella” di Roberto Benigni.
         Nello stesso anno un altro apprendistato lo porta a migliorare le proprie competenze: è aiuto fonico sul set della pellicola “Tu ridi” di Paolo e Vittorio Taviani.
         Nel frattempo Pambianco prosegue la sua formazione; dopo essersi impegnato in un corso di formazione promosso dalla regione Umbria di sceneggiatura cine-televisiva, continua a valorizzare la sua crescita seguendo un corso di regia cinematografica presso la NUCT di Roma e diplomandosi in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza.
         Di pari passo al percorso formativo, Pambianco arricchisce il suo curriculum professionale, lavorando con importanti personaggi del panorama televisivo e cinematografico italiano. Nel 1998 è microfonista sul set del film “Baci e abbracci” diretto da Paolo Virzì.
         L’anno successivo riveste lo stesso ruolo nella pellicola di Ricki Tognazzi “Canone Inverso”. Arrivano poi le collaborazioni, sempre come microfonista, con Francesca Comencini (“Le parole di mio padre”), Dario Argento (“Non ho sonno”), nuovamente con Roberto Benigni (questa volta il set è quello di “Pinocchio”) e con Sergio Rubini (“L’amore ritorna”)
         L’esperienza maturata lo porta in seguito a collaborazioni nel ruolo di aiuto regista; non manca, infine, nel corso degli anni, la possibilità di cimentarsi con la regia di cortometraggi (“Il fax” e “Pacociok”, ad esempio).
         Negli ultimi anni Pambianco collabora alla realizzazione come microfonista, anche, di celebri spot televisivi.
         Nel 2004 Alessandro cura la regia del documentario “Terni città moderna città d’autore: l’opera di Mario Ridolfi”, prodotto dalla PARS Film e dall’Umbria Film Commission.
E, infine, il primo lungometraggio da lui interamente diretto: La notte del mio primo amore.
 
 
La notte del mio primo amore
 
IL FILM: il primo teenblood italiano
 
 
         Un esperimento mai tentato prima. La notte del mio primo amore si presenta, all’interno del panorama cinematografico italiano, come una assoluta novità. Il genere thriller- horror nel nostro paese, infatti, mai ha conosciuto una pellicola in grado di coniugare il modello statunitense con una produzione e un cast, invece, interamente autoctoni.
         La cultura Usa ci regala da anni una galleria eccellente di thriller-horror ad alto tasso adrenalinico, i cui protagonisti sono giovani e disinibiti studenti. Questa volta tocca al made in Italy coniugare le problematiche degli adolescenti con il terrore. La notte del mio primo amore lo fa evitando lo stereotipo statunitense e miscelando suggestioni provenienti da più fonti.
         “L'idea stessa di un film italiano di genere” racconta Joanna Moskwa, Vanessa nel film “così auto-ironico, coraggioso, è stato uno stimolo fortissimo a dare il meglio. Le citazioni in questo film si sprecano, e la sceneggiatura riesce a sfruttare i diversi cliché dei film di genere senza per questo apparire mai scontata. Credo che ciò sia dato dall’iniziale impostazione del film, molto "soft" e adolescenziale. Lo spettatore rimarrà sorpreso dalla piega che prenderà la storia. Il pubblico italiano non è abituato a film che seguono fino alle ultime conseguenze delle linee guida così originali”.
         “Per quanto riguarda le scelte registiche” spiega Alessandro Pambianco “il film non è girato esattamente all'americana, in quanto non utilizza il linguaggio ipercinetico e/o ad effetto che oggi contraddistingue quasi tutti i film di questo genere.
         Di derivazione americana è il soggetto che da tipico teen-blood, genere nato negli USA, vede protagonisti un gruppo di teen-agers che si muovono negli ambienti tipici della loro fascia di età, che si vengono a trovare in una situazione di pericolo che li porterà anche ad una sorta di percorso iniziatico all'età adulta e che vivono emozioni e storie: il primo amore, la gelosia, le amicizie, le delusioni, temi declinati in genere nel cinema italiano nei modi della commedia o del dramma.
         L'intenzione era quella di mescolare il teen-blood alla grande tradizione thriller-horror italiana del decennio a cavallo degli anni '60-'70 lavorando più su una costruzione della paura e della tensione attraverso le atmosfere e non sull'effetto grand-guignol fine a se stesso.
         Il low-budget in questo caso è stata una risorsa in termini di scelte estetiche in quanto, dovendo scegliere all'interno di un piccolo budget, si è preferito privilegiare tutti gli elementi funzionali e coerenti con questa ispirazione iniziale: meglio qualche metro di binario in più che qualche litro di sangue”.
         “La cosa che più ho apprezzato del film” conferma Giulia Ruffinelli, la Chiara di Pambianco “è stata quella di limitare l'uso degli effetti speciali, che purtroppo in molti film thriller-horror sono alla base della narrazione. Qui la paura della protagonista viene dalla situazione psicologica che sta vivendo e non dal puro splatter fine a se stesso. Chiara, e con lei tutti gli altri personaggi del film, hanno una forte caratterizzazione, che li rende credibili agli occhi di chi guarda. Credo sinceramente che questo sia uno dei punti di forza del film”.
         Il bilancio dell’esperienza, insomma, è più che positivo; “La notte del mio primo amore” spiegano Pambianco e Rossella Belli della produzione “è un'opera prima per la produzione e per la regia, ma siamo convinti possieda una sua particolarissima forza, che sta nell'energetica alchimia che si è creata tra le scelte estetico/stilistiche della regia, e la spontaneità e vitalità dei cinque giovani protagonisti che hanno saputo dar vita a personaggi credibili e vicini all'esperienza quotidiana di ognuno di noi, con le loro belle facce, la gestualità e la naturalezza della recitazione e soprattutto con la magia di un feeling molto speciale che li legava e che arriva tutto man mano che la storia cresce.    Questo perché il film è stata davvero un'avventura vissuta tutti insieme, con un grande spirito di gruppo e di appartenenza.
         Il culmine è stato nei giorni di ripresa all'interno della villa, dove il luogo stesso,  con la sua tragica storia e la sua architettura straniante, il freddo, la notte, ogni singolo elemento contribuiva a creare un microcosmo dentro il quale tutti ci trovavamo ad agire, attori per primi, in una sorta di sceneggiatura senza soluzione di continuità, che magicamente si ritrova tutta nelle atmosfere del film”.
         Continua la produzione: “Speriamo davvero che il film piaccia. Innanzitutto perché crediamo molto nella storia, negli attori e nel regista; inoltre, sarebbe importante vedere premiato un piccolo progetto indipendente, fatto tutto con capitale di rischio.
         In realtà ci sono altri importanti motivi per cui speriamo di vincere questa scommessa.
         Esiste, infatti, un progetto più ampio che sta dietro questa esperienza produttiva, cioè il nostro tentativo di mettere a sistema, facendo da volano, una serie di realtà operanti nel campo della produzione e post-produzione audiovisiva in Umbria, dove c'è una città in particolare, Terni, che ha investito in un processo di riconversione industriale in questo settore (i teatri di posa del Centro Multimediale, gli studi di Papigno etc.) e dove noi intendiamo operare con l'idea di fare da apripista, con il sogno di creare una piccola cittadella della produzione indipendente. Che Roger Corman ci benedica da lontano”.
 
 
La notte del mio primo amore
 
I PERSONAGGI: visti dagli attori
 
 
ANDREA
 
         “Andrea ha 19 anni” racconta l’interprete Luca Bastianello “studente ripetente all’ultimo anno di liceo, innamorato di Chiara, sua compagna di scuola. La sua immagine è quella del ragazzo maturo e sessualmente più forte.
         È impulsivo, testardo, orgoglioso, permaloso, e a volte si sente un guerriero, forte, deciso ed estremo, sicuramente non ama le mezze misure.
         È amante dello sport, pratica a livello agonistico kickboxe; ma sa anche quando è il momento di mettere da parte l’orgoglio e di cancellare quell’atteggiamento che lo fa sembrare superficiale e un po’ antipatico.
         La crudezza con cui Andrea tratta la ragazza di cui è innamorato è frutto di un’attesa snervante, che dura ormai da troppo tempo, che viene vissuta in modo incomprensibile da parte di un ragazzo sicuro dei propri sentimenti, che non vede un riscontro altrettanto fermo da parte dell’amata.
         Questa situazione creerà una rottura, una specie di sospensione nel rapporto tra Chiara e Andrea, che costituirà la motivazione per l’innesco dell’azione”.
 
 
CHIARA
 
         “Chiara è la protagonista de La Notte del Mio primo Amore;” spiega Giulia Ruffinelli; “ha 17 anni, e come tutti i ragazzi della sua età, vive un adolescenza tranquilla, supportata dall'amicizia della sua compagna Marina e del suo fidanzato Andrea.
         È una ragazza per certi aspetti ancora bambina, ma nello stesso tempo con un’incredibile  voglia di crescere e di diventare una donna.
         Un desiderio di emancipazione ed autonomia che diventa manifesto a partire dal momento in cui viene lasciata da Andrea.
         Cercando in qualche modo di dimenticare ciò che le è successo, Chiara si sforzerà di modificare la sua personalità e la sua immagine, nel tentativo di dimostrare a se stessa e alle persone che le sono intorno che non è più l’ingenua ragazzina di una volta”.
 
 
 
 
La notte del mio primo amore
 
 
MATTEO
 
         “Il mio personaggio è un ragazzo all'apparenza molto simile a me” racconta Damiano Verrocchi, l’interprete di Matteo; “è un giovane interessato allo sport e alle ragazze, in sostanza positivo ed energico.
         Nel suo essere si annida, però, una malignità oscura, che lo rende al contempo enigmatico e di poche parole. Il suo rapporto con Chiara è quello tra predatore e preda: prima la studia, poi la magnetizza...e infine la aggredisce!
         Questa è stata la linea guida che ho seguito per interpretare Matteo, e sulla quale poi ho improvvisato.
         È stato importante provare a lasciare oscura e in ombra una parte della personalità di Matteo, insistendo soprattutto sull’espressività e sugli sguardi più che sulla fisicità o sulle parole. Devo ammettere che è stata un’interpretazione piuttosto impegnativa.”
 
 
 
MARINA
 
         “Il personaggio che ho interpretato” racconta Valetina Izumi “si chiama Marina, ed è un’adolescente nel pieno della sua crescita sia individuale che sessuale.
         È una ragazza vivace, allegra, sempre attaccata alla sua migliore amica Chiara, con cui condivide segreti e problemi sentimentali; non si arrende mai, e questa è la sua qualità più spiccata.
         Nel corso della storia si rivela una ragazza coraggiosa e pronta a difendere in qualunque modo la sua amica. Marina appare come la confidente che passa sempre inosservata; malgrado ciò, sono proprio la sua allegria e la sua caparbietà a renderla speciale”.
 
 
VANESSA
 
         “Sono Vanessa” racconta l’interprete Joanna Moskwa, “la prima vittima. Come in Scream, anche nel nostro film lo spettatore viene depistato sull'identità della protagonista. Si appassiona alle mie vicende, ma…ahimé, queste hanno - nella finzione - breve durata.
         Sono sensuale, vanitosa, un po’ presuntuosa. Un personaggio in tutti i sensi, insomma.
         Sono la teen-ager che si sente più adulta delle coetanee, spavalda con l'altro sesso, che sembra quasi venir punita per la sua frivolezza.
         Una sensazione strana, quella di essere inseguita, che fa cadere la sua maschera di sicurezza. Ricompare l'adolescente, quella in cui ogni ragazza si può riconoscere, sola e senza difese, terrorizzata da ciò che non conosce”.
 
 
 
La notte del mio primo amore
 
 
IL BACKSTAGE
 
         Interpreti, cast tecnico e regia: tutti sono d’accordo nell’affermare che il motore della pellicola è stata la passione che ciascuno ci ha messo. Il tutto in un clima sereno e disteso, ma non per questo meno professionale, a favorire un’eccellente sintonia che in effetti si è creata.
         “La produzione de La notte del mio primo amore” racconta Joanna Moskwa, interprete di Vanessa “ha avuto una troupe non solo professionale, ma anche onesta, appassionata e perseverante. Abbiamo tutti sofferto, come in ogni film. Il freddo, a volte il dolore, la stanchezza. Eppure è stato un piacere, perchè non è mai mancato un sorriso, da parte della regia e della produzione”.
         Le difficoltà maggiori per tutti gli attori sono derivate dalla necessità di girare a febbraio, nell’inverno più freddo che Terni ricordi, una pellicola ambientata in primavera.          “Abbiamo girato con un freddo polare” racconta Pambianco, “con un tasso di umidità spaventoso: la scena della morte di Andrea è stata girata a notte fonda con una temperatura oscillante tra i -10 ed i -13 gradi.
         Anche il tuffo in piscina di Luca Bastianello e di Lucio Mattioli è stato girato in condizioni analoghe, con l'acqua pressoché ghiacciata e va reso merito a Luca che, per l'ansia perfezionistica sua e di Alessandro, ha voluto fare un secondo ciak”.
         “Tra le tante curiosità che ci vengono in mente” racconta la produzione “quelle che più hanno contraddistinto la lavorazione del film sono senza dubbio l'ingegnosità che tutti hanno messo in campo per cercare di ottenere il massimo con le poche risorse a disposizione: prima su tutti la scenografa Mariangela Captano, che ha dipinto alcuni esterni della villa con un impasto di zucchero e terra per dare profondità alla scena e far risaltare alcuni elementi architettonici, che ha risolto il problema del difficile ambiente del magazzino degli orrori (uno spazio molto grande che doveva essere movimentato) con una soluzione povera ma di grande impatto visivo attraverso l'uso del tessuto-non tessuto intriso di sangue finto e terra. Il cancello, infine, che si apre con precisione millimetrica, era tirato a mano con delle corde dall'aiuto regista e dalla produzione.
         Tra le varie difficoltà, anche contrattempi davvero imprevedibili: “Quando Damiano (Matteo) doveva fare la scena in cui atleticamente si tuffa in piscina e nuota per un tratto sotto lo sguardo ammirato di Marina” racconta Pambianco “abbiamo scoperto che non sapeva nuotare; lui però si è eroicamente tuffato comunque, e ha dato qualche bracciata cercando di non affogare”.
         La villa stessa è protagonista del film ed è stata fonte di sorprese per l’intera squadra de La notte del mio primo amore; “Durante i sopralluoghi” ha raccontato Pambianco “abbiamo trovato alcuni oggetti appartenenti alla famiglia che la abitava, tra i quali un vestito da sposa, testimonianza di una storia drammatica svoltasi in quel luogo e che compare appeso lungo il corridoio che Chiara percorre in una scena del film”.
 
 
 
 
 
La notte del mio primo amore
 
 
IL PROGETTO DEL FILM: note di produzione
 
 
 
         La notte del mio primo amore nasce dalla sceneggiatura di un giovane autore milanese, Germano Tarricone. Il suo scritto ha da subito impressionato la produzione della Pars Film, essendo in possesso di alcune caratteristiche fondamentali, che si adattavano perfettamente al tipo di operazione produttiva che la società aveva in animo di intraprendere.
         Innanzitutto il target di riferimento era quello giovanile, compreso tra i 14 e i 28 anni, notoriamente la fascia d’età più appassionata ed interessata al consumo cinematografico.
         Altra caratteristica apparsa particolarmente attraente per la casa di produzione è risultato essere il genere al quale il film si prometteva di appartenere. Il thriller-horror, infatti, è confermato essere molto amato dal target di riferimento.
         Il progetto, però, mirava soprattutto a modificare gli schemi della produzione di genere nazionale. Guardando al modello statunitense, l’obiettivo voleva essere quello di realizzare il primo teenblood italiano in assoluto.
         Il film è un primo esempio ed una eccezionale testimonianza della collaborazione tra industria dell’audiovisivo e territorio, e proprio la sinergia con la terra umbra è un altro elemento di rilievo sotto il profilo della produzione.
         La pellicola è, infatti, il frutto del primo processo produttivo di livello professionale sviluppato interamente in Umbria, e in particolare a Terni, dove è in atto una riconversione di parte del tessuto industriale nel settore della produzione audiovisiva.
         Con la realizzazione di questo lungometraggio, la PARS Film ha voluto mettere in rete e in contatto le esperienze e le professionalità sviluppatesi in questi anni nel territorio: studenti del Corso di laurea in Scienza e Tecnologia della Produzione Artistica e dei corsi di formazione professionale per la cinematografia, società di post produzione e di effetti speciali, tecnici e attori locali.
         Il rapporto con il territorio si è esteso anche ad alcuni contributi fondamentali per la realizzazione del film. Tra i più importanti si ricordano la collaborazione del Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Industriali, della Cosp. Tecnoservice, dell’Umbria Film Commission, di Gepafin e di Fidimpresa.
 

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