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ARRIVA IL PARCO DEL CINEMA

Nella fase operativa il progetto per un museo delle scenografie all’ex deposito del carburo

 

 
di Arnaldo Casali
 
Un parco divertimenti dedicato al mondo del cinema con effetti speciali e giochi d’acqua, capace di intercettare il flusso turistico della Cascata delle Marmore. Questo il sogno.
Un museo delle scenografie, in grado di raccogliere il materiale utilizzato dalle produzioni cinematografiche che lavorano negli studios e trasformare il complesso di Papigno in un polo di attrazione nel campo dell’intrattenimento. Questo il progetto.
Un fabbricato di 1500 metri quadrati e un parcheggio da 100 posti a disposizione di Cinecittà Umbria studios per l’inizio del 2008. Questa la certezza.

Se ne parla dai tempi in cui gli studios erano di Mario Cotone e Roberto Benigni, di realizzare a Papigno attività di intrattenimento legate al mondo del cinema sfruttando anche le vecchie scenografie di Donati e il flusso turistico che raccoglie a Marmore oltre 400mila visitatori ogni anno. Con l’ingresso di Cinecittà nella gestione degli impianti quella dichiarazione di intenti era finita, nero su bianco, nello stesso accordo siglato solennemente nel dicembre del 2004.  Oggi l’idea di una "Cinelandia" a Papigno potrebbe finalmente diventare realtà grazie ad un programma finanziato dalla Regione e inserito all’interno del Progetto Integrato Territoriale di Terni Narni Amelia.

“Stiamo predisponendo una bonifica degli impianti che si trovano sulla sponda alla destra del fiume - spiega Lamberto Morelli, assessore comunale al Centro cinematografico - con l’obbiettivo di utilizzarli per mostre permanenti e manifestazioni promosse in collaborazione con Cinecittà. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che per il momento ha trovato solo in parte un finanziamento”.

Tutto comincia due anni fa, quando la Regione Umbria emana un Bando nell'ambito del Docup obiettivo 2, per la presentazione di progetti integrati da parte di imprese ed enti pubblici per la realizzazione della filiera Turismo-ambiente-cultura in regione. Tra le proposte progettuali presentate dal Comune di Terni c'è quella riguardante il recupero dell'ex deposito del carburo di Papigno: un'area, sull'altra sponda del fiume rispetto agli studios, che si estende fino all'altezza della centrale di Galleto e che rientra nel complesso assunto in gestione da Cinecittà. Dell'area fanno parte un piccolo fabbricato - attualmente utilizzato come deposito - e un capannone di oltre 6000 metri quadri. La proposta presentata dal Comune prevede la realizzazione di un parcheggio e il recupero del fabbricato maggiore, da destinare ad attività di intrattenimento, per una spesa 2.656.500 euro.
Presentato nella primavera del 2005, il progetto viene accettato parzialmente dalla Regione, che nel giugno 2006 assegna al Comune un fondo di 708.986 euro.
La drastica riduzione del finanziamento accordato rispetto a quello richiesto costringe gli uffici tecnici del Comune diretti da Aldo Tarquini a predisporre un nuovo progetto, che ridimensiona di circa un quarto l'area interessata dai lavori, realizzando un parcheggio di 100 posti e recuperando le prime 8 campate del fabbricato: un edificio imponente, alto 25 metri, largo 35 e lungo 40, dotato anche di un ballatoio, che percorre sia l'esterno che l'interno.

"L'intervento che effettueremo sul fabbricato - spiega Carlo Fioretti della Direzione urbanistica del Comune - sarà di consolidamento strutturale. Si tratta di un edificio costruito nel 1928, che richiede quindi dei ripristini di cemento armato e altri interventi di questo genere".

“Non sono invece previsti - aggiunge - lavori di impiantistica. Quello che consegneremo a Cinecittà sarà fondamentalmente un contenitore".
La spesa complessiva dell'intervento sarà di 880.728 euro, tra i quali 171.742 saranno sborsati dal Comune stesso.

Approvato dalla giunta comunale il 6 luglio, il progetto definitivo è ora nuovamente al vaglio della Regione, che dovrebbe approvarlo entro la fine dell'anno. Sarà così la volta del progetto esecutivo, che potrà essere suscettibile di piccole variazioni e che andrà poi in appalto. “I lavori - aggiunge Fioretti - dovrebbero durare circa 12 mesi”.
Per la fine del 2007, quindi, il consolidamento del fabbricato dovrebbe essere completato e consegnato a Cinecittà, che dovrà decidere cosa farci. A quel punto i tempi dipenderanno più dalla volontà politica che da questioni tecniche. E se questa ci fosse, potrebbero essere molto brevi: a dimostrarlo è lo stesso complesso cinematografico attualmente esistente, realizzato a tempo di record da Mario Cotone, che nel 2001 fece allestire in appena sei mesi all'interno degli edifici ristrutturati tre teatri di posa, tre mense, uffici amministrativi, sartoria e falegnameria.
Per quanto riguarda il resto dell'area, il progetto rimane e l'intento è riuscire a farlo finanziare il prima possibile. "Ci sono già stati dei contatti con la Regione - spiega l'assessore ai lavori pubblici Alberto Pileri - abbiamo avviato un percorso per partecipare ad un nuovo bando, ma non escludiamo anche altre forme di finanziamento".
 
SULLE CENERI DEI SITI CHIMICI LA NUOVA CINECITTA'
 
Sorte nel 1902, le industrie di Papigno hanno cessano definitivamente le proprie attività negli anni '70. Nel 1996 il sito dismesso è acquistato dal Comune con l’intento di farne un centro polivalente, ma è La vita è bella a segnarne il destino nel 1997. Il comico toscano ricostruisce infatti il lager nei vecchi capannoni inaugurando l’era della “Hollywood sul Nera”. Negli anni seguenti si progetta di fare del vecchio sito industriale una vera e propria città del cinema, ma è ancora una volta Benigni a trasformare il sogno in realtà: è infatti per girare Pinocchio che la Exon di Cotone finanzia la realizzazione di teatri di posa, mense, falegnameria e sartoria rilevando la gestione del complesso insieme ai Benigni. Nel 2004 Cotone esce dalla gestione lasciando il posto a Cinecittà, che assume la maggioranza delle quote. Dopo un anno di silenzio i grandi nomi cominciano finalmente ad arrivare: Giuseppe Tornatore lo scorso inverno, Krzysztof Zanussi in primavera, Dario Argento il prossimo autunno.

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