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FERILLI, FENECH E PANARIELLO, ECCO I SEGRETI DI "MATILDE"

di Arnaldo Casali

 
“L’umbria è meravigliosa. Terni ...è comoda”. Questo il primo commento di Sabrina Ferilli, impegnata nella lavorazione di Matilde, durante l’incontro con la stampa di ieri mattina che si è svolto sul set di via Roma, in un appartamento dall’arredamento rigorosamente anni ‘40, periodo in cui la fiction è ambientata. “Avevo già lavorato a Terni e in altre zone dell’Umbria - spiega l’attrice romana - e devo dire che in provincia mi trovo sempre molto bene. E’ più facile concentrarsi ed è molto meno stressante. Gli altri due film di questa serie li abbiamo girati a Roma e devo dire che è stato più faticoso”. La Ferilli, che indossa una parrucca biondo platino alla Marilyn, riceve i giornalisti nel salotto dell’appartamento insieme ad Edvige Fenech, produttrice del film, e un Giorgio Panariello con baffetti alla Clark Gable e visibilmente dimagrito.

“Interpreto un attore di avanspettacolo squattrinato, uno che fa davvero la fame, quindi per essere credibile non potevo arrivare con la pancetta sul set”.

Che personaggio interpreti in Matilde?

“Si chiama Ettore ed è un vecchio comico del varietà. Un personaggio molto tenero e molto disperato. Il periodo è quello in cui, dopo l’occupazione tedesca, si ritorna alla vita normale. E’ in questo contesto che Ettore incontra quest’altra anima persa, attrice anche lei, complice nella disperazione di chi davvero aveva difficoltà anche per mangiare. Ovviamente il mio personaggio si innamora perdutamente di questa soubrettina un po’ scellerata”.

E’ un personaggio che ti assomiglia, come attore e come comico?

“Forse sì, perché io non sono sicuramente un comico ‘moderno’. Il mio riferimento è un genere molto più vicino all’avanspettacolo che a Zelig”.

Come è stato lavorare in una fiction per un attore abituato al teatro?

“E’ un tipo di recitazione completamente diversa. Per me è stato anche un po’ imbarazzante, quasi traumatico perché nei miei film, comunque, ho uno stile molto personale. Devo dire che in questo mi hanno aiutato molto il regista Luca Manfredi e la stessa Sabrina, che invece è esperta di cinema”.

Signora Ferilli, cosa unisce le tre donne che interpreta in questo serial?

“In realtà si tratta di tre donne molto diverse tra loro e che si trovano a vivere in contesti molto lontani”.

E’ stato difficile dare ad ognuna una diversa personalità?

“No, anche perché gli sceneggiatori sono gli stessi di Commesse, quindi ci conosciamo e lavoriamo bene insieme. Hanno costruito caratteri molto vicini alla mia personalità”.

Cosa caratterizza in particolare Matilde?

“Di mio c’è l’essere un po’ naif, estemporanea. Angela invece è una donna di grande coraggio, Lucia, infine, è una ragazza inizialmente abbastanza sprovveduta ma che poi è capace di prendere coscienza delle sue scelte”.

Tre facce di Sabrina?

“Sì, mi riconosco in tutte e tre. Anche se in questo momento Angela è forse quella che sta più nelle mie corde: una donna forte, sola, coraggiosa”.

Edvige Fenech, dopo essere stata l’idolo erotico degli adolescenti è diventata uno dei più importanti produttrici italiane. Che differenza c’è tra il lavoro di una fiction e il cinema?

“Sostanzialmente non c’è. Perché noi più che a fare fiction tendiamo a girare dei film televisivi che hanno uno stile di lavoro cinematografico”.

Tra le sue produzioni ci sono serie di successo come Commesse, ma anche un recente kolossal shakespeariano come Il mercante di Venezia.

“Questo progetto è nato insieme ad altri due produttori, uno inglese e uno del Lussemburgo.  Ci abbiamo lavorato per due anni e ora ci sta dando grandi soddisfazioni”.

Lei che è stata un’attrice molto popolare, ha mai avuto la tentazione di tornare davanti la macchina da presa in un film da lei prodotto?

“All’inizio della mia carriera di produttrice l’ho fatto. Oggi non mi interessa più. Quando leggo i copioni penso subito ad altre attrici”.

L’essere attrice la aiuta nel rapportarsi con le donne?

“Indubbiamente la sensibilità femminile mi aiuta, ma devo dire che vado molto d’accordo anche con gli uomini”.
 
 
IN SCENA L'ITALIA DEGLI ANNI '40
 
Matilde è una soubrette innamorata di un ufficiale tedesco che accusata di collaborazionismo, viene umiliata e ridotta sul lastrico, ma ad aiutarla sarà un ex attore di rivista messo al bando dal fascismo e interpretato da Giorgio Panariello. Questa la trama della terza puntata della ministerie prodotta da Edwige Fenech e interpretata da Sabrina Ferilli, affiancata in ogni episodio da un diverso partner e un diverso regista. A fare da scenario a Matilde sono le colline ed i borghi dell'Umbria, in particolare quelli del ternano con Amelia e Narni in prima linea. La produzione, che farà base al Centro MultiMediale di Terni, resterà in Umbria per tre settimane e andrà in onda su Raiuno. Con Giorgio Panariello, al suo debutto nella fiction, Sabrina Ferilli aveva già lavorato in Torno sabato. Dopo Matilde Panariello inizierà le riprese del nuovo film di Leonardo Pieraccioni, mentre per Sabrina c’è in cantiere una fiction di Canale 5 dedicata a Dalidà.
 

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