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STEFANIA SANDRELLI DIVENTA REGISTA

Intervista di Arnaldo Casali


 
Da Monicelli a Muccino, passando per Scola, Germi, Brass, Archibugi, Mastroianni, Bertolucci, Benigni. La sua carriera è un collage che costruisce l’intera storia del cinema italiano. Ospite quasi a sorpresa del festival Cinema è/ & lavoro (nel programma non era prevista la sua presenza), Stefania  Sandrelli è arrivata in città proprio all’indomani del debutto della nuova fiction di Canale 5 che  la vede protagonista, per la prima volta, a fianco della figlia Amanda, e ha incontrato il regista americano Michael Schroeder e il pubblico del Fedora per parlare della sua carriera e dei nuovi progetti, uno dei quali la vedrà debuttare nelle vesti di regista.

“In realtà non è una nuova veste - spiega - perché non ho intenzione di cambiare mestiere. Ma questa è una storia a cui tengo molto e che mi piacerebbe poter raccontare. E’ la vicenda di una poetessa italiana vissuta in Francia nel 1300.  Ma più che la poetessa mi interessa la storia della donna: una Cenerentola al contrario, perché rimase vedova e non volle risposarsi subito; una scelta che a quei tempi significava l’emarginazione”.

Una donna, quindi, profondamente anticonformista.

“Sì, perché laddove la voce era negata alle donne lei diede voce alla poesia, trovò quest’altro modo per esprimersi, e fece delle cose pazzesche, compreso il firmarsi con un nome maschile. Aprì una breccia in un territorio - la scrittura accademica - che era riservato esclusivamente ai maschi”

Più che cimentarsi con la regia, quindi, le interessa raccontare questa storia.

“Assolutamente sì. Ora sto lavorando con attenzione alla sceneggiatura anche perché come attrice sono abituata a leggere copioni. Il film deve essere più bello della sceneggiatura, quindi ho bisogno di un testo di ferro, di cui sono convinta al cento per cento”.

Tornerà a lavorare con sua figlia, visto che sarà lei la protagonista del film.

“Sì, perché lei è perfetta, anche fisicamente. E’ un po’ buffacchiotta; ha un’aria da “inadeguata al mondo”, un po’ distratta, ma molto appassionata. Fisicamente ce la vedo molto. Anche perché è una figura così esile...”.
In cosa vi somigliate di più e in cosa siete diverse?

“Amanda come attrice ha fatto un percorso molto diverso dal mio, e se io dovessi ricominciare farei come lei, passando per il teatro e facendo il suo tipo di scelte; anche perché io non sono una nostalgica, ma di film come Sedotta e abbandonata, Cominciamo bene, Divorzio all’italiana e Novecento ne vedo pochi. Anche, se, ripeto, non sono una nostalgica: vedo dei buoni film e mi accontento. Tra l’altro ho avuto la fortuna di lavorare con giovani registi molto bravi, come Gabriele Muccino e Francesca Archibugi”.

Quale è l’incontro artistico che l’ha segnata di più?

“Difficile dirlo, dopo aver lavorato con Germi, Comencini, Bertolucci, Monicelli, Scola… Anche perché io credo di essere riuscita a prendere il meglio da ognuno di loro.  Piero Tosi, Mastroianni, Scola o Bertolucci sono personalità che continuano ad accompagnarmi, perché sono diventate parte di me”.
 

 
(da Il Giornale dell'Umbria  del 20 aprile 2007)

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